Elezioni donne Genova

Sono la metà nella società, ma restano un terzo nelle istituzioni

Parliamo delle donne: 52% della popolazione di Genova, ma sotto soglia sia in Comune sia nei Municipi. Analizziamo i dati delle ultime elezioni.

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Poiché di donne impegnate in politica ed elette nelle istituzioni abbiamo parlato ancora e ancora (Articolo di wall:out Politiche di Genere: guida ovvia alle donne lontane dalla politica e articolo Donne, votate solo donne!), è buona norma poi procedere alla verifica di quanto avviene.

Eccoci quindi qui a darci conto dei numeri delle donne elette in Comune e nei nove Municipi di Genova a seguito delle elezioni del 12 giugno scorso.

Tutti i dati sono consultabili sui siti competenti o di informazione, ma in nessuno viene raggruppato il dato relativo alle donne coi criteri qui adottati.

Ricordiamo che a queste elezioni era possibile esprimere fino a due preferenze, purché le persone fossero candidate nella medesima lista e che fossero una donna e un uomo. Nel caso le preferenze espresse fossero risultate due dello stesso sesso, la seconda non sarebbe stata contata.

Ricordiamo inoltre che il numero delle donne a Genova è superiore al numero degli uomini, e da qui infatti l’appello, con un pizzico di provocazione (ma nemmeno poi troppa): “donne, votate solo donne”, così da avere ottenere organi elettivi suddivisi equamente per genere.

[Sono consapevole di operare ragionamenti solo sul piano uomo/donna non potendo fare altrimenti, poiché nelle elezioni, in ogni loro aspetto, sono previsti solo questi due generi. Mi sembra perciò utile condividere qui uno dei tanti articoli che evidenzia l’esigenza di istituire una modalità di approccio alla cabina elettorale che superi la distinzione tra uomini e donne a vantaggio di una ripartizione basata sull’ordine alfabetico: link]

Dicevamo, quindi: andiamo a vedere i numeri risultati dalle elezioni

Quaranta è il numero di seggi per il Consiglio Comunale di Genova. Con i risultati delle elezioni del 12 giugno sono risultate elette 14 donne, di cui 8 (su 24 seggi) in quota liste di maggioranza e 6 (su 16 seggi) in quota liste di minoranza. In entrambi i casi, il risultato si attesta a circa un terzo dei seggi disponibili. 

Andiamo a rivedere come stavamo fino all’11 giugno con il precedente: erano 9 elette su 40. Abbiamo quindi un significativo aumento. 

È doveroso procedere anche con un passo ulteriore: verificare quante sono effettivamente dal 5 luglio le donne in Consiglio Comunale.

Il Sindaco ha infatti formato e ufficializzato la sua Giunta (composta da 5 donne e 6 uomini, a cui si aggiunge il Sindaco) e, poiché per legge non si può essere allo stesso tempo Consiglieri ed Assessori Comunali, coloro che sono state chiamate e chiamati a ricoprire il ruolo assessorile hanno dovuto lasciare la Sala Rossa a coloro che sono risultati, quindi, eletti grazie allo scorrimento delle rispettive liste elettorali.

Purtroppo il dato muta, seppur di poco, in negativo: risultato 7 le donne ora sedute nei seggi della maggioranza (l’unica che ha visto scalare posizioni per “promozione” ad Assessora), e quindi 13 sono complessivamente al momento le donne che siedono in Sala Rossa su 40 membri. Non è molto un seggio preso di per sé, ma visto il dato già sballato rispetto alla presenza di donne in città, ogni donna in meno va pesare ingentemente sul quadro finale.

Altro dato, tanto semplice quanto triste, è che una sola donna è stata indicata CapoGruppo (Lista Vince Genova – Bucci Sindaco) tra tutti i Gruppi Consiliari Comunali: sarà l’unica insieme ad altri 10 uomini.

An passant, ricordiamo anche che tra le 7 persone candidate a Sindaco di Genova, 2 erano donne: Antonella Marras per “La Sinistra Insieme” e Cinzia Ronzitti per il “Partito Comunista dei Lavoratori”.

Se Atene ride, per una volta, Sparta…eh, piange

Ossia, se il risultato emerso dalle elezioni per il Consiglio Comunale segna un passo in avanti, quello dei 9 Municipi ne segna, complessivamente, uno indietro.

Fino all’11 giugno 79 (su 225 seggi) erano le donne complessivamente in carica nei nove Municipi, dalle urne ne sono uscite elette solo 72: un arretramento di 7 seggi pari a una diminuzione del 3%, risultando quindi, nel complesso della città, una rappresentanza del 32%.

Se però nello scorso ciclo amministrativo vi era una sostanziale omogeneità in tutti i Municipi, dalle urne sono usciti risultati diversi, in alcuni casi in linea col passato, in altri tragici ed in altri invece estremamente positivi! Andiamo a vederli.

In tre Municipi si registrano sostanzialmente un terzo di donne tra le persone elette: 8 in Municipio III–Bassa Val Bisagno, 9 sia nel Municipio II–Centro Ovest sia nel Municipio VIII–Medio Levante. Appena sotto questo dato, ma già sotto la soglia del 33%, altri tre Municipi: 7 elette sia nel VI–Medio Ponente sia nel VII–Ponente; mentre 6 nel Municipio I–Centro Est.

Il dato peggiore in tutta la città, alle soglie della disperazione per la rappresentanza di genere, è quello del Municipio V–Val Polcevera: solo 4 donne elette su 25 posti in Consiglio.

Dati invece di segno opposto arrivano dal Municipio IV–Media Val Bisagno, dove sono risultate 10 donne elette; e dal Municipio IX–Levante, sul cui straordinario dato per la rappresentanza di genere ancora poco si è parlato: ben 12 donne elette su 25 scranni! Complimenti, Municipio Levante, qui la parità di genere ha e avrà specchio nelle istituzioni!

Nei primi giorni di luglio, tra il 3 e il 13, sono state formate anche le Giunte dei Municipi: come da prescrizione di legge sono composte da quattro persone, e, come da interpretazione data dal Segretario Generale ad inizio dello scorso mandato (2017-2022) con Marco Bucci Sindaco, due devono essere donne e due uomini. Quindi il dato delle Giunte è il medesimo ovunque e diciamo ininfluente e non ha ragione di essere tracciato.

Al contrario invece, parimenti alle considerazioni svolte per la questione subentri in Consiglio Comunale, ha senso e ragion d’essere sondare quante siano le donne che risultano elette nei Municipi a seguito delle “promozioni” alla carica assessorile di alcune Consigliere e alcuni Consiglieri.

Come dato complessivo entrano nei Consigli dei Municipi altre 11 donne, a cui si sommano due Assessore, per un totale di 13 donne nei Municipi. Viene quindi superato – non di molto, ma è un trend positivo – il dato dello scorso Ciclo Amministrativo: 72 elette il 12 giugno a cui si sommano le 13 entranti ora, quindi 86 donne nei Municipi, che su 225 seggi sono pari al 38,2%: più di un terzo, ma ancora distante dal dato della società.

Merita, vista la ricerca svolta, citare i casi di ogni Municipio.

In cinque Municipi (II–Centro Ovest, IV–Media Val Bisagno, V–Val Polcevera, VII–Medio Levante, IX–Levante) a tre Assessori subentra una sola donna.

In due Municipi (I–Centro Est, III–Bassa Val Bisagno) a due Assessori subentra una donna e una donna è nominata quale Assessora esterna (cioè non scelta tra le persone elette).

Nel Municipio VI–Medio Ponente a tre Assessori subentrano due donne.

Una curiosità: risulta eletto per la lista Genova Domani Federico Barbieri, eletto poi Consigliere Comunale, e costretto quindi all’opzione per il Comune lascia il posto a…Lorenzo Pasi, anch’egli eletto Consigliere Comunale che quindi, altrettanto vincolato all’opzione per il Comune, lascia il posto a una donna, Alessandra Carrea.

Nel Municipio VII–Ponente a tre Assessori subentrano addirittura tre donne: il Municipio più virtuoso, se vogliamo dirlo, sotto questo aspetto.

Altra considerazione utile, anche perché traccia un segnale positivo: ben otto in totale erano le donne candidate come Presidenti di Municipio e due di loro sono risultate elette.

Una donna era candidata (in liste differenti) Presidente nei Municipi I–Centro Est, II–Centro Ovest, VI–Medio Ponente, VII–Ponente e IX–Levante, mentre nel Municipio VIII–Medio Levante erano ben due le donne candidate.

In tre Municipi quindi (III–Bassa Val Bisagno, IV–Media Val Bisagno, V–Val Polcevera) nessuna coalizione o partito ha espresso una candidatura femminile. Complessivamente ben quattro (su nove) erano le candidature femminili espresse dalla lista “Uniti per la Costituzione” per Mattia Crucioli Sindaco, mentre due a testa per le coalizioni rispettivamente di centro destra per Marco Bucci Sindaco e di centro sinistra per Ariel Dello Strologo Sindaco, nessuna per “La Sinistra Insieme” per Antonella Marras Sindaca.

Non erano mai state così tante né le donne candidate – 8 su 36 candidature – né le donne elette – anche se restano solo 2 su 9 –  Presidenti di Municipio allo stesso tempo. Quale che sia l’esito, in quanto candidate delle prime due coalizioni, tutte, anche le due candidate perdenti, sono risultate automaticamente elette nei rispettivi Consigli.

Ricordiamo per onore di cronaca che nello scorso Ciclo Amministrativo vi era stata una sola donna eletta Presidente di Municipio (nel II–Centro Ovest), ma quella Giunta non si formò, e a rivestire l’incarico si sono poi alternati due uomini.

Cosa dire quindi, in conclusione? Che nulla cambia

Qualche passetto avanti c’è, eccome, sia in Comune sia nei Municipi. Ma può bastare?
È la sintesi estrema, ma questa resta: le donne sono più del 50% della popolazione di Genova ma non riescono a vedere rispecchiato questo dato nelle istituzioni rappresentative.

Sui perché sarebbe da scriverci forse almeno un intero pamphlet. Nel frattempo, non mancheremo di osservare l’operato di tutte le persone elette, donne e uomini, e a batterci per un’equa rappresentanza istituzionale.

Immagine di copertina:
Foto di Becca Tapert


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Giurista per studi, politicante moroteo per vocazione. Appassionato di diritto parlamentare, colleziona libri e dvd avendone letti e visti alcuni.

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