Wunderkammer Villa Bombrini Genova

La Wunderkammer di Villa Durazzo Bombrini a Cornigliano

Villa Durazzo Bombrini è una tra le più maestose ville di Cornigliano, pochi però sanno della sua passata vocazione museale e della wunderkammer di Giacomo Filippo Durazzo III.

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Villa Durazzo Bombrini costituisce uno tra i più maestosi palazzi di villa a Cornigliano, con al suo interno preziosi tesori storico-artistici. Questa grandiosa residenza di villeggiatura, commissionata in origine dalla famiglia Durazzo è ancora oggi parte integrante della storia e della vita quotidiana di Cornigliano e del Municipio VI Medio Ponente. 

Nel 1850 i Durazzo vendettero la proprietà a Filippo Ala Ponzone e nel 1865 Vittorio Emanuele II di Savoia lo acquistò per il figlio, il principe Oddone.

Wunderkammer Villa Bombrini Genova
Antonio Orazio Quinzio, “S.A.R. il principe Odone di Savoia”, 1891. Galleria d’Arte Moderna (Genova). Fonte Wikicommons

Alla morte del principe nel 1866 l’edificio subì diversi passaggi di proprietà giungendo alla famiglia Bombrini alla fine dell’Ottocento.

Dopo aver ospitato gli uffici, prima dell’Ansaldo (1928) e in seguito dell’Italsider (1961), infatti è stata acquisita da Società Per Cornigliano S.p.A. nel 2008 dalla Fintecna S.p.A., società interamente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, costituita con il compito di ristrutturare e privatizzare le attività dei settori delle costruzioni, dell’ingegneria civile e dell’impiantistica facenti capo all’IRI.

Al suo interno, però, oltre ad ospitare eventi culturali, spettacoli, mostre e conferenze aperte a tutta la cittadinanza (tra gli ultimi: B.I.G. – Brief in Genoa; e FuoriFormato), vi trovano sede anche realtà come Genova Liguria Film Commission e il C.p.I. Ponente.

Pochi però conoscono che la villa ha avuto una vocazione museale all’inizio della sua storia

Verso il 1780 infatti, Giacomo Filippo Durazzo III, terzo proprietario dell’edificio, adibì l’ala di levante del palazzo a “gabinetto” nel quale conservare i suoi esemplari prevalentemente di storia naturale.

Questa tipologia di ambienti era molto in voga all’epoca presso le residenze nobiliari europee a partire dal XVI al XVIII secolo e venivano indicate col nome di camere delle meraviglie o wunderkammer.

Wunderkammer Villa Bombrini Genova
Incisione da Ferrante Imperato, Dell’Historia Naturale (Napoli 1599). Fonte Wikicommons

I collezionisti conservavano ed esponevano le loro raccolte di oggetti in armadi, scaffali e vetrine create appositamente, che potevano suscitare meraviglia negli ospiti e potevano comprendere sia esemplari inerenti alla storia naturale quali animali imbalsamati, rocce, minerali, pietre rare o preziose, coralli, perle, erbari, semi di frutti esotici, conchiglie ecc., che mirabili oggetti creati dall’uomo quali rarità archeologiche, strumenti scientifici, oggetti d’arte ed esotici, invenzioni meccaniche, carte geografiche e testi rari.

Al giorno d’oggi abbiamo notizie su come fosse strutturata e di quali collezioni vi fossero al suo interno, mediante i libri dei conti relativi ai lavori eseguiti nel palazzo per il riadattamento degli ambienti tra il 1781 e il 1788, in base ai progetti dell’architetto Andrea Tagliafichi.

Nel 1781 venne realizzata la struttura interna della prima sala del museo, la seconda nel 1783, la terza nel 1784 e la quarta nel 1788.

Negli spaziosi ambienti della wunderkammer i reperti naturali erano collocati entro mobili dotati di vetrate che ne permettevano la completa fruibilità ed erano disposti secondo l’ordine di Linneo.

Un resoconto datato 1787 rivela come fossero esposti nelle sale i diaspri, le agate, i pesci fossili e i marmi, mentre da altre fonti emerge che tutti i pezzi erano meticolosamente numerati; anfibi, rettili e pesci erano conservati sotto spirito in vasetti di cristallo, altri pesci erano essiccati e disposti su tavole lignee, gli uccelli erano montati su piedistalli come i mammiferi e tutti gli esemplari erano dotati di cartellino esplicativo.

Giacomo Filippo si impegnò molto in questo progetto, infatti oltre ad acquistare esemplari già preparati ne commissionò molti da imbalsamare, in particolare, pesci e uccelli per la loro esposizione.

Le preparazioni tassidermiche impegnarono diversi medici, in particolar modo vennero ingaggiati anche medici della famiglia Durazzo come Pietro Bonomi e dal 1783 Francesco De Barbieri.

Dal 1805 Marcello Durazzo, figlio ed erede di Giacomo Filippo, si occupò del museo e del laboratorio annesso, nel quale vennero imbalsamati dal 1780 al 1812, 390 uccelli tra locali ed esotici, 93 pesci, 68 quadrupedi, 43 tra rettili e anfibi, ma vi trovavano posto anche esemplari acquistati presso pellicciai, quali pelli di leone, zebra, tigre, visone, renna ed altri animali.

Le altre collezioni che vi trovavano dimora consistevano in minerali, farfalle, conchiglie e fossili.

Queste collezioni generavano stupore e meraviglia negli ospiti del palazzo e potevano aumentare il prestigio sociale dei collezionisti, oltre a ostentare una tangibile ricchezza materiale e culturale.

Anche i successivi proprietari raccolsero nel palazzo le loro collezioni d’arte, in special modo il principe Oddone di Savoia e alla sua morte queste vennero donate al Comune di Genova, andando a costituire i primi nuclei delle Raccolte Civiche tra le quali quelle per il Museo di Storia Naturale, il Museo Archeologico e la Galleria d’Arte Moderna.

La wunderkammer o camera delle meraviglie pertanto, occorre considerarla come l’origine del nostro concetto di museo scientifico e non solo, in quanto vi trovava spazio sia la meravigliosa curiosità che il bisogno di una sistematica conoscenza scientifica del mondo.

Immagine di copertina:
Panoramica di Villa Durazzo Bombrini. Fonte Salvatore Pilotta


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Insegnante, ma di formazione storico dell’arte e amante della ricerca specializzato sulla pittura su tavola del Quattrocento e sulla ceramica ligure. I suoi interessi di studio comprendono l’arte medievale e moderna, ha lavorato in diversi musei locali e collabora con riviste e associazioni per la valorizzazione del patrimonio diffuso.

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