Le 10 cose inutili fatte da Bucci sindaco Parte 2

Le 10 cose inutili fatte da Bucci sindaco (Parte 2)

Lista delle cose inutili fatte dal nostro Sindaco, in ordine sparso. “Eh ma ha anche fatto cose buone!”. “Il ponte! Lo ha fatto lui! Con le sue mani!”.
31 Maggio 2023
5 min
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Le 10 cose inutili fatte da Bucci sindaco (Parte 1)

6 • LA STATUA DEL FONDATORE DELLA MOTO GUZZI IN DIVISA FASCISTA

Ora: è forse inutile celebrare il fondatore della Moto Guzzi, celebre casa motociclistica italiana? No, che, scherziamo? E’ forse inutile situarne il monumento in Mura delle Cappuccine, a poca distanza da Corso Podestà dove nel 1921 aprì la prima sede della Moto Guzzi? No, anzi, buona scelta. Meglio sarebbe stato proprio lì dove aprì, ma qui c’è il belvedere, ci sta.

Era forse proprio necessario scegliere di ritrarlo in uniforme fascista? Ma perché?

“Non è il ritratto dell’imprenditore coraggioso e lungimirante delle mitiche Moto Guzzi, ma il militare volontario in due guerre mondiali e in una guerra coloniale fascista”, scrive Pietro Millefiore, storico dell’architettura e professore all’Accademia Ligustica di Belle Arti. E la ha pure toccata piano.

Il punto è che si poteva ritrarre Giorgio Parodi in mille e più modi, ma perché proprio l’uniforme del regime? Peraltro gettando discredito sull’uomo, di cui si riportano vicende anche di tutela dei propri operai proprio nel 1943-45.

Possibile lo sia fatto apposta, per gettare benzina sul fuoco della polemica demagogica e che davvero poco sposta? Finisce poi che diventa uno stupido gioco di bassissimo livello. Sarà.. fatto sta che vestire dell’uniforme fascista il fondatore della Moto Guzzi, motivo di orgoglio di tutta la città è parso davvero inutile, nel senso del “ma a che serve? A chi serve?”

7 • LA MULTA A CHI RAVANA NELLA RUMENTA

Le 10 cose inutili fatte da Bucci sindaco
Ecco la fattispecie sottoposta a sanzione amministrativa dalla Giunta Bucci. Fonte change.org

Questa fu proprio una delle prime roboanti iniziative del Sindaco Bucci. 20 marzo 2018, la Giunta Comunale, su proposta dell’allora Assessore alla Sicurezza Stefano Garassino (Lega), approvò una modifica al Regolamento di polizia urbana, prevedendo l’inflizione di una sanzione fino a 200€ per chi viene trovato in flagrante nell’atto di rovistare nei cassonetti dell’immondizia.

Nemmeno a dirlo: si levò in contrasto, forte e immediato, una raccolta firme, anche sottoforma di petizione online, che raggiunse quasi quindicimila sottoscrizioni (La petizione su change.org).

Ora, ma chi diavolo andrà mai a rovistare nella spazzatura? Puzzolente, sporca: ma chi ci va?

Eh, appunto, solo i poveretti, i clochard, i senza fissa dimora, chi non ha nulla o quasi da vivere e si ritrova a girare per la città di cassonetto in cassonetto. L’inutilità di questo atto è nel fatto che come si fa a ottenere i 200€ di sanzione amministrativa da chi evidentemente è nulla tenente?

Accanimento sanzionatorio umiliante. Altro che mera inutilità, pure cattivo.

Questo atto costrinse la polizia urbana perfino a sporgere denuncia contro i soggetti colti in flagrante, che vennero così perfino coinvolti in inutili – non vi pare? – procedimenti penali per “furto”. Furto di rumenta, proprio così.
La procura di Genova liquidò facilmente il caso, ma tanto ormai per un verso l’atto di manifesta forza contro il degrado della city lo si era fatto e raccontato ai quattro venti, e per altro verso l’ennesimo inutile atto di forza contro i deboli era stato smarcato.

8 • IL BUS ELETTRICO IN CENTRO STORICO

Da due anni, con rinnovato inizio lo scorso 6 febbraio, è attivo nel centro storico un servizio gratuito di sedicente trasporto pubblico locale. Si tratta di un van, a propulsione elettrica, di 6 posti. Sei. Sei posti. A detta del Comune dovrebbe servire sia per i residenti sia per i turisti. Con sei posti.

Il servizio ha una durata di percorrenza di 30 minuti sull’itinerario circolare che fa capolinea a Caricamento. Frequenza? Ogni 30 minuti.

Morale: ogni 30 minuti parte un van da 6 posti, che impiega 30 minuti, su un itinerario sui generis (non è chiara la scelta delle fermate, ah, che sono nove..).

Non appena in servizio ha destato perplessità presso le opposizioni – c’era da aspettarselo – e non solo. Secondo studi e analisi – mai smentiti né contestati, sia chiaro – nei suoi primi nove mesi di servizio (febbraio-novembre 2021) spostò 8.573 passeggeri e costò 114.122,15 euro, traducibile in un sommario 13,31 euro a passeggero (LINK 18BIS).

Di certo non una iniziativa economica, anche perché il Comune ha scelto appunto di renderla gratuita. E sinceramente anche questa scelta desta stupore: in una zona ontologicamente pedonale come il centro storico perché?

Sempre secondo quei dati, a fronte di un totale di 8.573 passeggeri, date le dieci ore e mezza di servizio dal lunedì al venerdì, si era registrata una media di 31 passeggeri al giorno, che poi durando mezz’ora ogni corsa vuol dire 1,48 passeggeri a singola corsa. Ecco. I dati sono del 2021: vero. E non bastavano?

Non c’è discorso di annata che tenga: il servizio appena ripartito è stato affidato fino a ottobre 2024 in appalto con un ribasso del 6,66% rispetto ai 227.714 euro a base d’asta. In pratica il Comune ha confermato che la stima di costi si attesti sul dato emergente dagli studi del 2021.

Però, dai: è simpatico! A quel suono inconfondibile! Quel “tiii-tiii-tiii” che ti trapana le orecchie, che chi risiede nei vicoli ormai adora! Magari non lo prendono mai, ma lo riconoscono da isolati!

Inutile perché.. ma a che serve un van con 6 posti ogni 30 minuti? Ma chi lo prende? Ma con quel percorso poi? Ma perché?

9 • LA NUOVA “FONTANA” DI BRIGNOLE, AKA “IL MURO DEL PIANTO” GENOVESE

La fontana di Brignole, un pomeriggio qualsiasi. Non riesce proprio a suscitare alcuna emozione: e allora a che serve una fontana se “non fa nemmeno ciò”? Foto di Edoardo M.

Ma ragazzi, ma davvero va spiegata questa? A che serve? Davvero, non si capisce! Vediamo.

Hai ricavato uno spazio pubblico che prima non c’era. Perché c’erano dei negozi, in locali sotto la ferrovia, che avevano alle spalle, protetti da un solo muro in mattoni, il torrente Bisagno e la sua imprevedibile e dirompente piena. E il Bisagno è esondato ciclicamente proprio in quel punto nel 1970, nel 1990, nel 2011, nel 2013.

Cioè, lì, proprio in quel punto, quando si vede acqua non è mai, e dico mai, un buon segno. Anzi, è male, è il disagio, è grave, diciamo pure che fa paura! E allora che ci fai in quel nuovo spazio pubblico? Una bella fontana! Taaaac! Che enfatizzi lo scorrere dell’acqua così come se fosse il Bisagno. Perché quello pare voler rievocare: il Bisagno in piena!

Cioè, per scelte urbanistiche di tempi in cui c’era poca prevenzione ma da cui indietro non si può tornare, in quel luogo che teme ogni autunno le piene improvvise – sempre più rapide e irrefrenabili, ma meno male che stanno arrivando i canali scolmatori!

Ecco, per dire, 2 opere utilissime! – e le devastanti esondazioni, e le cui foto, passate e recenti, sono proprio tra le immagini più evocative delle alluvioni a Genova nel corso dei decenni, tu che ci metti? Eh, belin, mettiamoci una bella fontana! Ma dico, ma si può?

Più che “la nuova fontana”, pare proprio da definirsi “il muro del pianto” genovese.

En passant: Genova può vantare anche una sorta di “circuito di fontane storiche”: valorizza quello, belin, e non metterci sta roba qua! Ovviamente si è subito dovuto dire che “è la fontana più grande di Genova! Dopo quella di Piazza De Ferrari”: tant’è c’è un’ansia di record irrefrenabile.

10 • EH, LA DECIMA.. DICCELA TU!

Possibile mai ci siamo dimenticati di una “cosa inutile” fatta da Bucci Sindaco di Genova dal 2017 a oggi? Eccome che sì!

Ecco allora che lasciamo uno slot, un posto della lista, libero per quello che tu vorrai indicarci!

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Immagine di copertina:
Grafica di Andrea Piccardo


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