Annunciazione di Giovanni Mazone, Santa Maria di Castello, Genova

Il polittico dell’Annunciazione di Giovanni Mazone presso Santa Maria di Castello

L’Annunciazione di Giovanni Mazone, uno splendido esemplare di polittico del Quattrocento ligure ancora visibile nel suo contesto d’origine.

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Presso la parete sinistra della cappella di San Tommaso d’Aquino nella basilica di Santa Maria di Castello a Genova è possibile ammirare, al di sotto del baldacchino marmoreo quattrocentesco della bottega dei Gagini, il polittico dell’Annunciazione realizzato attorno al 1469 dal pittore alessandrino Giovanni Mazone (not. 1453-1510/12).

In origine l’opera era collocata presso la cappella dell’Annunziata posta all’inizio della navata destra e costruita verso la metà del XV secolo. Nel 1517 detta cappella venne concessa in patronato alla famiglia Moneglia dell’albergo dei Giustiniani e l’attuale collocazione risale al 1847 a seguito della sua soppressione e demolizione.

Giovanni Mazone fu il più importante esponente di una famiglia di pittori di cultura lombarda attivi in Liguria già ad inizio secolo XV e raggiunse un ruolo di assoluto rilievo nell’ambiente culturale ligure quattrocentesco.

Il polittico venne realizzato attorno alla fine dell’anno 1469, commissionato al nostro da Giacomo Marchione per una cifra del valore di 300 lire. 

Nel pannello centrale vi è raffigurata l’Annunciazione nella quale l’arcangelo Gabriele è inginocchiato dinnanzi alla Vergine e compie un misterioso cenno di saluto.

Molto studiata dall’artista è stata poi l’ambientazione e gli accessori quali l’inginocchiatoio su cui posa la Vergine e gli altri utensili. In lontananza poi, sullo sfondo, si possono notare le mura di Nazaret e le colline già in stagione primaverile, che fungono da sfondo anche agli scomparti laterali.

In questi sono raffigurati a destra i santi Domenico e Sebastiano, a sinistra i santi Giovanni Battista e Giacomo, al di sopra dei quali si trova la cuspide contente tre riquadri minori raffiguranti il Calvario e i santi Giovanni Evangelista e Rocco. 

Nella predella sono visibili da sinistra quattro episodi della vita di Maria: lo Sposalizio della Vergine assieme alla Visitazione, l’Adorazione dei Magi, la Fuga in Egitto e la Circoncisione di Gesù.

La presenza di quest’opera nel suo sito originario (nonostante la diversa collocazione) è da tenere in particolare considerazione poiché questo polittico è parte integrante di un immenso patrimonio di dipinti su tavola che ornavano in antico le chiese cittadine.

Le spoliazioni di chiese e conventi seguite alle soppressioni napoleoniche e sabaude (1853 e 1866) portarono alla drammatica dispersione di buona parte di questo patrimonio e poche opere sono visibili nella loro integrità, in quanto vennero smembrate in più parti, per agevolarne la vendita e private delle cornici, componenti essenziali per comprendere l’impianto decorativo nella sua interezza.

L’esistenza di questo polittico dimostra quale rete di considerazioni e studi si possa creare partendo da un’opera alla quale, a torto, si può attribuire un valore relativo e ci porta a riflettere su come si potrebbe valorizzare e promuovere il ricco patrimonio artistico cittadino.

Annunciazione di Giovanni Mazone, Santa Maria di Castello, Genova

Immagine di copertina:
Foto archivio Lorenzo Bisio, per gentile concessione di Guido Zanone.


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Insegnante, ma di formazione storico dell’arte e amante della ricerca specializzato sulla pittura su tavola del Quattrocento e sulla ceramica ligure. I suoi interessi di studio comprendono l’arte medievale e moderna, ha lavorato in diversi musei locali e collabora con riviste e associazioni per la valorizzazione del patrimonio diffuso.

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