Simonetta Cattaneo la donna che segnò il Rinascimento Italiano. La Venere di Botticelli è Genovese

Simonetta Cattaneo la donna che segnò il Rinascimento Italiano. La Venere di Botticelli è Genovese

Ebbene sì, la signora Simonetta Vespucci era di origini genovesi e diede inizio alla leggendaria storia della “Venere vivente”.

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Ebbene sì la signora Venere era genovese. Sposata con un Vespucci, immortalata nelle opere rinascimentali più note della storia; diede inizio alla leggendaria storia della “Venere vivente”.  Simonetta Vespucci fu una tra le più note e potenti gentildonne del rinascimento italiano, talmente famosa per la sua bellezza che i contemporanei la giudicheranno la più bella donna vivente. Alla sua morte precoce, saranno molti nomi illustri come Poliziano e Botticelli a piangerla. 

Chi era Simonetta?

Simonetta Vespucci nasce a Genova intorno al 1453, anche se le origini sulla sua città natale sono incerte; alcune fonti dichiarano che sia nata a Fezzano, sulle rive del Golfo di Spezia conosciuto ora con il nome di Porto Venere – così chiamato proprio in suo onore –, da Gaspare Cattaneo, procuratore del banco di San Giorgio e da Caterina Violante Spinola.

Caduta in disgrazia economicamente dopo la perdita di Costantinopoli e delle colonie orientali, la famiglia Cattaneo si trasferisce in esilio a Fezzano nella villa ereditata dal primo marito della madre. Intorno al 1457, Genova conosce un periodo di lotte che costringe la famiglia a lasciare la città e a rifugiarsi a Piombino, dove la sorella di primo letto della madre ha sposato Jacopo III Appaiano.

Proprio a Piombino, Simonetta conosce il suo futuro marito Marco Vespucci, con il quale si sposerà a solo 15 anni.

Marco Vespucci, lontano cugino dell’ammiraglio, è un illustre banchiere molto vicino alla famiglia de’ Medici, che rappresenta il baluardo di speranza della famiglia Cattaneo di risollevarsi economicamente dalle perdite subite. Una volta insieme, i giovani sposini si trasferiscono a Firenze, dove Simonetta trascorrerà il resto della sua brevissima esistenza alla corte medicea.

La sua morte avviene prematuramente all’età di soli 23 anni. 

Simonetta Cattaneo la donna che segnò il Rinascimento Italiano. La Venere di Botticelli è Genovese
Ritratto di Simonetta Vespucci, 1476, Sandro Botticelli. Foto Wikicommons

Il legame tra Simonetta e la nobiltà del Rinascimento

Nonostante la quantità di opere che raffigurano Simonetta, il legame più profondo con il mondo artistico va assegnato al rapporto tra lei e Botticelli.

L’artista le rimane accanto fino alla morte, tanto da chiedere di poter essere seppellito ai piedi della sua Venere, richiesta accolta dalla famiglia Vespucci che acconsente a riporre i resti del pittore nella propria cappella privata nella chiesa di Ognissanti.

Nelle opere più illustri di Botticelli, Simonetta compare come una delle tre Grazie nella “Primavera” (1478), ma dobbiamo alla “Nascita di Venere” il ricordo indelebile della sua immagine. Non si riscontrano notizie certe dell’opera della Venere se non fino al 1550, in quanto il dipinto è stato eseguito su tela ben nove anni dopo la scomparsa della giovane.

Un fatto noto è che Sandro Botticelli sia un artista legato all’ambiente mediceo fin dalla sua formazione; infatti, si può immaginare che l’opera gli sia stata commissionata proprio dalla famiglia de’ Medici, deduzione dovuta al fatto che lo stesso Lorenzo il Magnifico dedica a Simonetta alcuni versi di poesia e suo fratello Giuliano se ne innamora perdutamente tanto da diventarne l’amante segreto. 

Simonetta Cattaneo la donna che segnò il Rinascimento Italiano. La Venere di Botticelli è Genovese
La Primavera, 1480, Sandro Botticelli. Foto Wikicommons

I due si conoscono alla Giostra alla quale Giuliano de’ Medici partecipa personalmente solo per mettere le mani sul ritratto della stessa Simonetta, ancora una volta eseguito da Botticelli, ed è proprio in questo ritratto che il pittore firmando l’opera sottoscrive che Simonetta è “La Sans Pareille”, la “Senza Paragoni”.

Sappiamo che il torneo è stato un evento dalle ricadute culturali importanti, ancora oggi evidenti in numerose opere d’arte e di letteratura come “Le Stanze per la Giostra” di Poliziano.

Il poemetto, che presenta una debole trama, racconta dell’amore tra Giuliano (presentato con il nome letterario di Iulio) e una bellissima ninfa di nome Simonetta, dietro alla quale si cela in modo evidente Simonetta Cattaneo, in onore della quale il protagonista intraprende il torneo che vincerà in suo onore.

Il messaggio del poemetto è un’esaltazione del valore eroico legato al simbolo dell’amore come valore positivo. 

Ad oggi, di Simonetta ci rimane solo l’amore per le opere lasciate dagli artisti rinascimentali che hanno reso il suo volto uno dei simboli universali di bellezza. Il suo ritratto da Venere è diventato anche simbolo della Galleria degli Uffizi a Firenze, visitato ogni anno da milioni di turisti e appassionati che ne hanno decretato il riconoscimento a migliore museo del mondo nel 2021.

Immagine di copertina:
La Nascita di Venere
, Sandro Botticelli. Foto Wikicommons


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Laureata in scienze internazionali, ha una malattia incurabile per i viaggi e per la scoperta del nuovo. Divoratrice di libri tanto da perdere il conto di quanti ne legge al mese, le piace scrivere, fotografare, l’arte, la storia e la geopolitica.

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