“Giovani e cattivi lavori”: un dossier di Genova che osa

“Giovani e cattivi lavori”: un dossier di Genova che osa

Oggi alle 18 al Teatro della Tosse, Genova che osa e Legacoop presentano un dossier sulla situazione dellɜ giovani lavoratorɜ a Genova. Non mancate.

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Bene, ora facciamo un gioco. Noi lasciamo qui tre domande, voi provate a rispondere correttamente.

  1. Nel 2019, quante persone definite NEET (Not in Education, Employment or Training) tra i 18 e i 39 anni sono state censite a Genova?
  1. Quale percentuale di giovani lavoratorɜ percepisce uno stipendio pari a 6-8 euro l’ora?
  1. Quale percentuale di giovani lavoratorɜ ritiene che Genova possa soddisfare tanto o tantissimo le proprie esigenze lavorative? 

Ora che avete fatto lo sforzo di immaginare le risposte e che nella vostra mente si è delineato un quadro che va dalle tinte fosche a panorami apocalittici, vi sveliamo che… le risposte potrete ottenerle partecipando stasera all’incontro pubblico dal titolo “Giovani e cattivi lavori: Genova città inospitale” promosso da Genova che osa.

Ore 18, Teatro della Tosse. Nina Raggi e Stefano Gaggero di Genova che osa, insieme a Anna LoScalzo, vicepresidente di Legacoop, illustreranno i risultati di un dossier sulla condizione lavorativa relativa alle fasce di età più giovani, emersi dall’incrocio di dati quantitativi e testimonianze dirette di più di 250 tra ragazze e ragazzi.

Facile immaginare che il ritratto del mercato del lavoro genovese sia alquanto desolante.

Proprio in virtù di questo, scoprire quanto è profonda la tana del Bianconiglio può rivelarsi non solo utile a una presa di coscienza della realtà di migliaia di cittadinɜ, ma anche illuminante rispetto alle urgenze su cui la politica dovrebbe agire con maggiore puntualità.

Racconti in cui la fanno da padrone datorɜ di lavoro dickensianɜ che minacciano lɜ dipendenti con turni orribili e/o turni festivi, episodi di molestie di vario tipo, orari di lavoro massacranti, discriminazioni e soprusi di qualunque specie, testimoniati durante l’incontro da alcunɜ dellɜ partecipanti alla ricerca, non saranno esposti per fomentare sentimenti di revanscismo né per solleticare quella pornografia del dolore cui i media generalisti ci hanno così ben abituatɜ.  

Al contrario, lo scopo è quello di pensare insieme a ciò che si potrebbe fare come collettività per rendere il mondo del lavoro meno tossico; e ancora, dimostrare che i limiti palesi di un mercato del lavoro votato unicamente al cieco sfruttamento siano di fatto insostenibili non solo dalla categoria dellɜ giovani, ma da chiunque si trovi a lavorare nel terzo millennio.

Se il tema vi è caro, il nostro invito è di partecipare numerosɜ all’incontro di stasera e di farlo attivamente, contribuendo alla discussione, portandola a casa vostra e tra le vostre conoscenze: il lavoro è uno dei pilastri su cui si decideranno le sorti della Genova di domani, che speriamo possa essere una Genova di autodeterminazione e partecipazione sociale.

P.S.

Siamo bravi e vi togliamo la curiosità. Le risposte alle domande in apertura sono 1. 34.000; 2. 42%; 3. 8%. Un panorama invidiabile, non c’è che dire.

Immagine di copertina:
“Giovani e cattivi lavori”: un dossier di Genova che osa. Fonte Genova che osa


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