Salone Nautico di Genova 2022

Salone Nautico: assuefazione al record

Ogni anno il Salone Nautico sembra fare il boom di visitatori, nelle parole del sindaco Bucci. Sarà davvero così? Vediamoci chiaro.

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Il Salone Nautico di Genova (22-26 settembre 2022) registra numeri pessimi, ma non lo si dice, anzi, si dichiara il contrario. È invece proprio l’occasione di parlare seriamente di porto e nautica, della “vocazione” di Genova. Facciamolo!

Da martedì 27 settembre è un continuo inneggiare al successo della 62esima edizione del Salone Nautico. 

Proprio mentre, da focino un pizzico orgoglioso, mi interrogavo su questi roboanti proclami del sindaco Bucci, mi sono imbattuto in un prezioso spunto: il post tutto numeri e presunti boom, privo di alcuna valutazione politica, di Emanuela Pericu, giornalista di Tg3 Liguria.

Una bella puntura di spillo.

Seguita da: “Posso dirti, per esperienza quarantennale, che l’espressione ‘Nautico dei record’ è il contraltare genovese di ‘nebbia in val Padana’. Parole buttate là per consuetudine, senza raffronti reali”, il commento di Donatella Alfonso, da giugno Consigliera Comunale a Genova, e giornalista.

Mi sono sentito incalzato alla ricerca!

Il sindaco Bucci sostiene che il numero dei visitatori di questa edizione del 2022 è stato ottimo, il presidente di Regione Toti che i numeri dei visitatori sono straordinari, ed entrambi in coro che c’è stato – sorpresona! – un boom.

Vado a controllare: 103.812 i visitatori, il 10% in più dello scorso anno.

Poi penso: “l’anno scorso non c’erano ancora le restrizioni per  il covid?”. E infatti l’anno scorso il numero massimo di visitatori era fissato a 95mila. Se la cifra non fosse aumentata sarebbe stato un fallimento totale, no? Dove sarebbe il boom?

Salone Nautico di Genova 2022

A questo punto, vado a vedere come erano andate le edizioni degli anni precedenti. Cosa risulta?

Nel 2021, con tetto a 95mila, si è raggiunta la cifra di 92.377 visitatori. E, indovinate? Si è inneggiato al grande successo perché fu “ben il 30% in più” dell’anno prima. Parliamo di anni covid, certo, infatti nel 2020 ci si attestò a 71mila visitatori, anche qui a causa del tetto imposto a garanzia della salute pubblica.

Resta da chiedersi perché il sindaco Bucci si sentì sereno nell’affermare e promettere “I numeri sono fantastici e l’anno prossimo riusciremo a tornare ai numeri pre-covid, magari a raddoppiarli”.

Forse non aveva letto i dati delle edizioni precedenti? Forse li ignorava? E se li ignorava, lo faceva scientemente o per leggerezza? Egualmente spudorato.

Scorriamo indietro, ad anni normali

In carrellata: nel 2019, 188.404 visitatori; nel 2018, 175mila; nel 2017, 147mila. Bucci governa Genova dal 2017: ha sempre dichiarato che “questo è il Salone del successo!”. Se questa affermazione poteva essere vera fino al 2019, perché ostinarsi a fare proclami ora? Perché? Raccontare la verità: mai, per precisa e chiara scelta politica. 

Vogliamo andare ancora indietro nel tempo?

Nel 2016, i visitatori furono 126mila; nel 2015, 115mila. Governatore Toti, da quanto governa? Dal 2015. E quindi anche Toti sceglie di mentire. Anche nel suo caso mi sento di escludere un episodio di amnesia, ma tant’è, la balla facile va detta.

Sapete quando è stato toccato il record negativo pre-covid? Nel 2014, con 109mila visitatori.

Era stata chiaramente “colpa di Burlando, Doria, Vincenzi”, ecc. Certamente. Al di là delle valutazioni superficiali, se 109mila visitatori è il record negativo, come si può oggi celebrare la cifra di 104mila visitatori?

O ci si nasconde ancora dietro il dito di improbabili “prescrizioni covid”, pur non essendo state previste restrizioni di sorta per un evento che si svolge notoriamente all’aperto, o la si smette di raccontare che il Salone Nautico di questo anno è stato un successo. 

Perché questa assuefazione ai record?

Genova, capitale del mare è un bellissima ambizione, ma al momento del tutto vuota di significato. Basta con soli slogan acchiappa like, basta con soli record da clickbait: a che servono alla città? La città dovrebbe ambire a vivere, nel mondo vero, e oltre la fine di questo (e sempre “del prossimo”) ciclo amministrativo.

Ciò detto, il mio intento, qui, è essere chiaro e imparziale nel raccontare edizioni e numeri per ciò che sono realmente stati, quindi continuerò nell’indagine sugli anni addietro.

Diamo a Cesare quel che è di Cesare: il Salone Nautico è sempre e da sempre stato un evento capace di attirare a Genova una vera valanga di appassionati e curiosi.

La prima edizione, con biglietto a 250 lire, nel gennaio 1962 registrò 300mila visitatori. Le edizioni di maggiore successo furono la 11esima (quella del 1971) e la 12esima (del 1972) che si attestarono sulla cifra esorbitante di 400mila visitatori.

Facciamo poi un balzo in avanti e arriviamo al 2008, di cui ricordiamo tutti la crisi internazionale, e nello specifico le ripercussioni sul settore nautico. Bene: nel 2008, i visitatori si assestavano ancora sui 315mila. Per capirci, come se tutta la popolazione di Bari si fosse riversata a Genova per vedere il Salone. E badate che era già un risultato in calo! Nel 2007, i visitatori ammontavano a 327mila.

Eccolo qui il sensibile, spaventoso, crollo di visitatori che ci fu in quegli anni: una riduzione di circa due terzi del pubblico dal 2008 al 2014. E oggi, siamo appena tornati alla quota del 2014.

Salone Nautico di Genova 2022

Dove sarebbe lo sbandierato successo del 2022?

Spero che ora sia evidente come l’ipotesi di raddoppiare, o anche solo di tornare ai numeri pre-covid sia un’utopia. Porlo come obiettivo facilmente raggiungibile non significa né sognare né volare alto.

È un plateale contare musse alle cittadine e ai cittadini

[Nota a margine: ogni anno si ripropone la questione della differenza tra biglietti staccati e biglietti effettivamente venduti al pubblico, ma con numeri così alti e con divari così significativi il trend pare sussistere a prescindere.]

Risulta altresì dai dati che la crisi del Salone Nautico non è colpa di quel sindaco (Bucci) o quell’altro (Vincenzi e Doria), non è una questione strettamente legata all’amministrazione cittadina pro tempore. Allora perché non scegliere di parlarne? Perché non fare luce sulla questione? Perché continuare a nascondere ciò che, anche a una lettura veloce dei dati, è lampante?

Meriterebbe aprire una seria riflessione sul Salone Nautico, sulla nautica e la diportistica anche, magari. Sul confronto tra il Salone Nautico di Genova e gli altri Saloni Nautici, in Europa e nel mondo. Sul settore navale, perfino su Genova come “città-porto”, sullo stesso Porto di Genova, sul quale è facile indulgere in epiteti altisonanti senza aver prima consultato la storia dei suoi risultati.

A breve prenderà avvio il nuovo Piano Regolatore Portuale: che legame o che cesura crea con la città?
A breve si dovrà fare la nuova Diga Foranea: che impatto avrà? La città lo sa? Quali prospettive ci sono?
Genova ha una sua vocazione marittima, sì o no? Questa vocazione è diffusa in città o solo nelle teste di chi se ne crede il governatore?

Affrontare apertamente questi nodi è partecipazione, è dibattito pubblico, è visione per la città e senso di comunità. Stiamo ancora aspettando di farlo. Tanto di tempo ne abbiamo… o forse no?

Immagine di copertina:
Foto di Edoardo M.


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