Ora parliamo di aborto. Genova

“Ora parliamo di aborto.”: esiti dei tavoli di lavoro

Il 2 dicembre a Casa Gavoglio politica, associazioni e cittadinɜ hanno discusso di welfare, prevenzione e comunicazione intorno al tema dell’aborto.

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Come vi avevamo annunciato, abbiamo seguito i lavori di “Ora parliamo di aborto.”, l’evento a cura delle donne rossoverdi che ha interpellato la società civile in merito all’interruzione volontaria di gravidanza.

Il primo appuntamento si è svolto il 5 novembre al Chiostro di Santa Maria di Castello ed è stato talmente partecipato da rendere necessario un secondo round in cui terminare le discussioni, che ha avuto luogo a Casa Gavoglio nel pomeriggio del 2 dicembre.

A seguire, trovate i report degli esiti dei tre tavoli di discussione.

Consultori e welfare

Moderatrice: Tiziana Bottazzi di Rete di donne per la politica

Le leggi e l’informazione intorno ai servizi consultoriali offrono un’immagine di gran lunga più rosea del quadro reale. Questo accade per due motivi: il primo è che la legislazione e le linee guida presentano obiettivi virtuosi che sono stati messi in atto solo parzialmente o sono rimasti nel tempo dei desiderata; il secondo è lo stato di degrado in cui versa la rete consultoriale sui territori a causa dei continui tagli al personale, allo scorporamento scriteriato di servizi verso gli ospedali pubblici, agli orari di apertura e alla raggiungibilità delle sedi.

In relazione al tema dell’aborto, l’operato dei consultori va tutelato e potenziato per quanto concerne la genitorialità responsabile, la prevenzione contro gravidanze non desiderate e, da un punto di vista di orientamento etico, la promozione di uno sguardo olistico riguardo la vita delle donne, che non si limiti all’aspetto della salute fisica e mentale, ma tenga in considerazione anche quella economico-professionale, relazionale, familiare.

A questo scopo, è auspicabile puntare su nuove assunzioni per rendere più vitali e reattivi i consultori della Regione.

Se ciò non fosse possibile, rimane comunque di vitale importanza confermare l’organico attualmente presente nei vari centri, rinnovando i contratti a tempo determinato in scadenza alla fine del 2022.

Prevenzione e consapevolezza tra lɜ giovani

Moderatrice: Chiara Nardini di Edusex

L’educazione sessuale e affettiva è un’attività formativa sempre più necessaria per la cittadinanza tutta, e per giovani e bambinɜ in particolare. È altrettanto necessario svecchiarne l’approccio, smarcandosi da una visione utilitarista del rapporto ciseteronormato e incentrando i contenuti sull’individuo.

Una corretta educazione sessuale è fonte di empowerment per chi la riceve, dato che favorisce la conoscenza di sé e la capacità di intessere relazioni al di là delle aspettative sociali.

In questo senso, puntare i riflettori sul concetto di legittimità delle emozioni e della loro espressione, ivi incluso il tema centrale del consenso, è determinante per insegnare alle nuove generazioni come interagire con rispetto di sé e dellɜ altrɜ.

Avendo l’educazione sessuale a che vedere con il contesto generale dell’esperienza sessuale, in tutte le forme e gradi in cui può manifestarsi, è un percorso che andrebbe portato avanti negli anni. Anche per questo necessita di formatorɜ specializzatɜ, che sappiano andare oltre la classica lezione frontale, creando luoghi sicuri affinché lɜ discenti si possano esporre serenamente, senza temere per eventuali differenze di cultura, età, etnia, ecc.

Linguaggio e autodeterminazione

Moderatrice: Eleonora Gattiglia dell’Università di Genova

La comunicazione pubblica in materia di aborto ha due direttrici principali: l’informazione e la denuncia. Sebbene i due piani possano talvolta convivere, una delle trappole in cui è più facile cadere è incagliarsi in un discorso bioetico e/o valoriale sul senso dell’aborto, prestando il fianco alla frangia antiabortista e perdendo di efficacia nel rivendicare l’attuazione del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza previsto dalla legge.

Il target di questa comunicazione può essere molteplice: dalla persona poco informata ai gruppi attivisti, dagli interlocutori politici alle associazioni.

L’intreccio di obiettivi della comunicazione e target di riferimento rende particolarmente delicata la scelta del linguaggio sia verbale sia simbolico da utilizzare.

I temi satellite su cui è importante insistere per convogliare una corretta informazione e smantellare lo stigma che circonda la discussione sull’aborto sono: descrizione semplice e accessibile a chiunque (ivi comprese le persone che non parlano italiano e/o hanno scarsa familiarità con la legislazione italiana) delle procedure relative all’IVG, sia da un punto di vista burocratico sia da quello medico-sanitario; accessibilità alla contraccezione; elenco dei luoghi sicuri e denuncia di ostilità o mancanza di sensibilità verso le persone che accedono all’IVG; necessità di una progettazione politica che abbia per obiettivo la parità tra generi e lavori sull’immaginario sociale.

Data la natura delle campagne informative alle soglie del 2023, si rende evidente come il linguaggio dei social media rischi di banalizzare, al posto di semplificare. E volendo al contempo evitare di cadere nei consueti modi paternalisti e colpevolizzanti, è necessario curare un’estetica e un contenuto che colpiscano il pubblico per il valore dato all’inclusività e alla libertà di scelta, che validino tutti i modi di vivere e approcciare il ricorso all’IVG, diano spazio alle narrazioni personali in un’ottica plurale e diversificata e, ultimo ma non ultimo, trovino le loro fondamenta in dati statistici affidabili.

Ora parliamo di aborto. Genova
Locandina dell’evento. Fonte organizzazione

Immagine di copertina:
Locandina dell’evento. Fonte organizzazione


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