Trittico San Giacomo di Gattorna

L’antica pala d’altare di San Giacomo di Gattorna

Nella chiesa parrocchiale di Gattorna (Moconesi) è possibile ammirare un trittico tardo cinquecentesco che in origine era collocato presso l’altare.

196 views
1 min

L’opera, visibile nel secondo altare laterale di sinistra della chiesa, era un tempo la pala che ornava l’altare maggiore della primitiva chiesa di Gattorna intitolata a San Giacomo. L’attuale edificio venne costruito tra il 1937 e il 1939 ma le sue origini risalgono al XIII secolo.

Il dipinto venne realizzato nel 1578 dal pittore Giacomo Vespesiano (not. dal 1574) e nel 1890 i fratelli Remondini, autori dell’imponente opera in 15 volumi intitolata “Parrocchie dell’Archidiocesi di Genova”, lo videro presso il coro della vecchia chiesa.

Si tratta di un dipinto (trittico) eseguito a olio su tavola datato e, cosa non frequente, risulta quasi integro in tutte le sue parti, compresa la cornice.

La pala è dedicata al santo titolare della chiesa che è raffigurato al centro mentre alla sua destra vi è Sant’Antonio Abate e alla sua sinistra San Bernardo, in alto nella cimasa vi è la Madonna col Bambino tra i Santi Rocco e Sebastiano e in basso nella predella Cristo benedicente tra gli Apostoli.

Trittico San Giacomo di Gattorna
Vespesiano G. (1578), Trittico con San Giacomo Apostolo e Santi. Fonte Facebook

L’attribuzione del dipinto a Giacomo Vespesiano, poiché mancante di firma, nasce dal confronto con le opere documentate di suo padre Niccolò (not. 1543-1561), noto come “Maestro di Cassana” (Val di Vara), che ebbe bottega a Genova e nel 1552 fu Console dell’Arte dei pittori assieme al più noto artista Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco.

Si posseggono diverse notizie sulla sua attività, molte riferite anche ad opere purtroppo perdute. Molto interessante è quella inerente alla perduta decorazione della volta della Sala del Palazzo del Capitano del Popolo a Chiavari del 1574, anno nel quale risulta però defunto, poiché il figlio Giacomo s’impegna a portare a termine la commissione.

I Vespesiano, pur essendo radicati a Genova, lavoravano non tanto per una committenza cittadina, quanto per quella delle comunità e delle confraternite delle Vallate del Levante e dei borghi delle Riviere.

L’importanza di queste opere non porta soltanto a riflettere sulla necessaria conoscenza e valorizzazione del patrimonio storico-artistico locale mediante la divulgazione scientifica, ma anche sull’importanza di queste immagini sacre da un punto di vista devozionale, in quanto costituivano un riferimento importante nella vita dei fedeli e la loro presenza all’interno delle chiese era di conforto nella vita quotidiana e rafforzava il senso di comunità attorno al Santo Patrono.

Immagine di copertina:
Vespesiano G. (1578), Trittico con San Giacomo Apostolo e Santi. Fonte Facebook


Scrivi all’Autorə

Vuoi contattare l’Autorə per parlare dell’articolo?
Clicca sul pulsante qui a destra.


Insegnante, ma di formazione storico dell’arte e amante della ricerca specializzato sulla pittura su tavola del Quattrocento e sulla ceramica ligure. I suoi interessi di studio comprendono l’arte medievale e moderna, ha lavorato in diversi musei locali e collabora con riviste e associazioni per la valorizzazione del patrimonio diffuso.

Articolo Precedente

Oggi a Villetta Di Negro: escursione e raccolta firme per “i luoghi del cuore” FAI

Prossimo Articolo

Quando la democrazia non è in grado di difendere se stessa

Ultimi Articoli in Small