Ciclo di incontri di Palazzo Ducale dedicato al Diritto alla libertà. Genova

Creare soggetti e comunità: femminismo, libertà e diritti a Palazzo Ducale

Francesca Romana Recchia Luciani e Simone Regazzoni ci raccontano il ciclo di incontri da loro curato per Palazzo Ducale: Diritto alla libertà.

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Che il femminismo sia una pratica è qualcosa che deve anche essere pensato. Ben lontano da ogni sterile improvvisazione, la battaglia femminista si è, infatti, sempre nutrita di confronti, condivisioni, approfondimenti, che potessero fornire un orientamento per muoversi nel reale e così anche lottare per cambiarlo. 

Per questo noi di wall:out abbiamo accolto con gioia ed entusiasmo la notizia del prossimo ciclo di incontri di Palazzo Ducale dedicato al Diritto alla libertà, che prende avvio oggi martedì 17 gennaio alle ore 18 in Sala del Maggior Consiglio per proseguire con cadenza settimanale fino al 7 febbraio (trovate un calendario dettagliato in fondo all’articolo) e che come molte iniziative culturali che qui hanno sede è a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. 

Quattro appuntamenti con al centro la riflessione e il contributo di quattro donne sul tema in oggetto:

Lea Melandri, Maura Gancitano, Lucrezia Ercoli e Francesca Romana Recchia Luciani, che insieme a Simone Regazzoni è curatrice dell’intero percorso. Per provare a restituirvene l’importanza, ad accendere il desiderio di esserci e fare, abbiamo chiesto loro di introdurci a questa iniziativa, condividendone con noi le ragioni e gli intenti. 

Quali considerazioni vi hanno portato alla decisione di proporre proprio ora una serie di incontri sulla libertà come diritto?

Francesca Romana R. Luciani: Diritti e libertà sono due grandi famiglie categoriali del pensiero occidentale a partire dalla Rivoluzione francese in poi. Proprio perché appartengono al nostro DNA politico-culturale ogni volta che vengono evocate richiamano in noi un orizzonte di valori su cui ogni volta occorre prendere posizione.

La proposta di curare insieme a Simone Regazzoni un ciclo di conferenze dedicato a questi due ambiti, ha richiamato subito, nel mio caso, alcune coordinate a cui si ispira il mio riflettere in chiave storico-filosofica sull’attualità. In particolare, ho voluto interpretare il tema del “diritto alla libertà” soprattutto a partire dalle conquiste che, tramite le rivoluzioni femministe, hanno consentito alle donne di prendere parola e di accedere a luoghi sociali da cui erano state escluse dai rigori di un’oppressione patriarcale antica.

Simone Regazzoni: Ci è stato proposto questo tema, e per parte mia ho subito detto di sì pensando alla libertà in termini di singolarità che sa misurarsi (evito volutamente di dire “resistere” che ha, ai miei occhi, una dimensione troppo reattiva) in modo strategico e creativo con i dispositivi di potere spesso invisibili ma pervasivi. È una libertà come spazio per creazioni inedite, spazio di trasformazione radicale che attinge le proprie risorse ovunque: dalla filosofia, alla musica, al lavoro sul proprio corpo, alla moda, decostruendo e rimontando tutto secondo nuove configurazioni.

La libertà che mi interessa non è quella dell’individuo liberale già costituito che nel recinto della sua identità scorrazza dove vuole. È qualcosa di più esigente e disturbante, uno “spazio di gioco”, per usare una formula di Benjamin, senza di cui la libertà è vuota retorica. Diritto alla libertà è diritto a mettere in gioco in ogni forma la nostra potenza vitale che eccede ogni rigida identità.

Per quale motivo avete ritenuto opportuno, in questo contesto, dedicare ampio spazio al femminismo, alla voce di chi lo pensa, lo conosce, lo agisce?

Francesca Romana R. Luciani: Nel mio caso, essendo una studiosa di femminismo e di teorie di genere, la storia di questi movimenti è fonte continua non solo di interesse, ma di stimoli intellettuali alla ricerca di nuove modalità teoriche e pratiche del cambiamento che producano una trasformazione sociale sempre più prossima alla democrazia paritaria e all’emancipazione di tutte e di tutti.

Simone Regazzoni: Perché io credo che lì ci sia una grande potenza creativa o meglio più potenze creative, visto che c’è più di un femminismo. Troppo spesso si associa il femminismo a una lotta da parte di soggetti-vittime di qualcosa: per me è uno spazio di potenze creative in grado di produrre inediti processi di soggettivazione con cui misurarsi. 

La vostra iniziativa è aperta alla cittadinanza tutta: che esperienza speriate possa essere per chi, come noi di wall:out, parteciperà?

Simone Regazzoni: Di solito si dice “far riflettere”, “dare da pensare”, “approfondire”, ecc. Io dico che spero che questa serie di incontri accenda il desiderio di sperimentare configurazioni inedite di sé.

Francesca Romana R. Luciani: Vorrei sintonizzare la mia risposta con quella di Simone, ma orientandola al sociale, piuttosto che all’individuale. Quello che mi auguro per il pubblico che seguirà questi incontri e di incontrare idee e spunti che alimentino un desiderio rinnovato di costruire comunità più aperte, disponibili, non escludenti.

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Cosa: 

Diritto alla libertà, a cura di Francesa Romana Recchia Luciani e Simone Regazzoni

Dove: 

Palazzo Ducale di Genova, Sala del Maggior Consiglio

Quando: 

Ogni martedì alle 18, dal 17 gennaio al 7 febbraio 2023

Chi: 

Lea Melandri (17 gennaio): Il corpo e la legge. Le pratiche di liberazione del femminismo negli anni Settanta

Maura Gancitano (24 gennaio): La creatività del pensiero come fondamento della libertà

Lucrezia Ercoli (31 gennaio): Fuga dalla libertà Francesca Romana Recchia Luciani (7 febbraio): Le rivoluzioni femministe, una storia di libertà condivisa

Immagine di copertina:
Locandina dell’evento. Fondazione Palazzo Ducale – Genova


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Dottoressa di ricerca in Filosofia, si occupa di pensiero nietzscheano, pop-filosofia e filosofia del corpo, temi di cui scrive e parla tantissimo. Insegna Filosofia e Storia al Liceo Mazzini di Genova. Studia danza classica da sempre. Nel 2018 è diventata mamma e da allora è inarrestabile.

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