Patriarcout #2

Patriarcout #2

Che inizi la seconda edizione! I temi, gli approfondimenti e gli appuntamenti della rassegna di wall:out dedicata a donne, a queer, non-binary, transgender e agender!

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È passato un anno dalla prima edizione di Patriarcout, un anno nel quale la nostra coscienza sociale è stata sollecitata da numerosi avvenimenti: l’affossamento del ddl Zan, i molteplici e continuativi attentati ai diritti riproduttivi delle donne, la situazione drammatica dell’occupazione femminile durante e dopo i lockdown, fino ai più recenti eventi legati alle vicende politiche afghane, al referendum sull’eutanasia, le morti dellɜ studentɜ sfruttatɜ come forza lavoro, passando per le polemiche sull’uso dello schwa, sull’abbigliamento decoroso al liceo, per gli stupri di capodanno.

Si potrebbero citare mille altre notizie, piccole e grandi, che hanno costellato l’anno fin qui passato e che, ai nostri occhi, rendono necessario e urgente tornare a confrontarci con i temi del femminismo intersezionale. 

Lo facciamo ancora una volta in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti della Donna, unendoci al coro di tuttɜ coloro che stanno combattendo per il raggiungimento della parità dei generi, per una società che possa a buona ragione essere chiamata civile, per ogni individuo o ogni categoria che viene marginalizzata dalla politica, dalla cultura, dal discorso patriarcale dominante.

E continuiamo a farlo à la wall:out, con la moltitudine di voci, approcci, punti di vista che ci caratterizza, attraverso i temi che più ci stanno a cuore, senza la pretesa – del tutto irrealistica – di esaurire l’infinità di argomenti di cui si dovrebbe parlare insieme. Anzi, speriamo che ogni articolo che seguirà in questa settimana sarà un’occasione di confronto con voi, per ragionare insieme di ciò che viviamo ogni giorno sulla nostra pelle, per trovare soluzioni e soprattutto porre a noi e a chi ci legge nuovi interrogativi.

A partire da oggi, vi proporremo contributi intorno alla rivoluzione del concetto di cura, con Selena e Virginia che hanno partecipato alla presentazione del libro “Manifesto della cura” (Edizioni Alegre, 2021); ancora Virginia ci parlerà del volontariato presso il Centro Antiviolenza Mascherona; Andrea tratterà la questione della mancanza delle donne in politica; Selena farà un quadro sugli ostacoli alla genitorialità nella nostra città; Paolo ci spiegherà cosa è il gender pay gap e per quale motivo non sia un indicatore sufficiente per valutare il benessere economico delle donne; poi avremo un’intervista di Maria a Chiara Frugoni, autrice di “Donne medievali. Sole, indomite, avventurose” (Il Mulino, 2021) e una riflessione di Amina sulla figura della strega; la nostra caporedattrice Arianna si soffermerà sul valore dell’autodifesa, mentre Edoardo si concentrerà sullo sport al femminile; in chiusura di settimana, abbiamo lasciato i temi di sex ecologies e queerness nell’arte contemporanea e un’intervista di Corinna a Lenti Viola, collettivo di illustratrici che si occupa di divulgazione femminista on line.

Il piatto è ricco, ma non è finita qui: abbiamo preparato per voi due eventi dal vivo!

Domani, 8 Marzo • 18:30 • Giardini Luzzati
Link all’ evento

Ci trovate live ai Giardini Luzzati per una conversazione con lɜ ragazzɜ di Making(of)Love, collettivo intergenerazionale che si occupa di sessualità giovanile ed educazione sessuale nelle scuole. 

Giovedì, 10 Marzo • 18:00 • Librificio del Borgo
Link all’evento

L’appuntamento è al Librificio del Borgo, dove presenteremo il libro “Filosofia della maternità” (Il Nuovo Melangolo, 2021), per mettere in luce quanto un approccio femminista incentrato sul corpo delle madri sia un necessario punto di partenza per ridefinire la narrazione sulla genitorialità.

Trovate tutte le informazioni per partecipare sulle nostre pagine social.

Bentornatɜ tuttɜ a Patriarcout!


NB:

Con buona pace di Massimo Arcangeli, Alessandro Barbero e Ascanio Celestini (e tuttɜ lɜ firmatarɜ della famosa petizione), continuiamo a usare convintamente lo schwa nei nostri articoli – nelle due forme: breve -ə per il singolare e lungo -ɜ per il plurale – laddove lo riteniamo necessario. 

Avvertiamo inoltre possibili lettorɜ appartenenti alle comunità queer, non-binary, transgender e agender che alcuni pezzi sono stati concepiti con un linguaggio binario. Questo non per escludere le vostre comunità dai discorsi portati avanti dallɜ nostrɜ contributor e dalle persone che hanno intervistato, quanto per una particolare consapevolezza: l’uso del maschile e/o del femminile risponderà a una specifica decisione di ogni articolista o intervistatə di rivolgersi a un pubblico o a un tema specifico, nel rispetto delle proprie competenze e conoscenze, senza la pretesa di parlare al posto di altrɜ.


Immagine di copertina:
wall:in media agency con illustrazione di Martina Spanu


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