Il (nuovo!) Cammino degli Amaretti: sette giorni tra mare e monti liguri

Il (nuovo!) Cammino degli Amaretti: sette giorni tra mare e monti liguri

Un anello che parte dal mare e torna al mare, passando per l’entroterra savonese. Intervista a Davide Fiz: uno degli ideatori del progetto di valorizzazione del territorio.
26 Aprile 2026
7 min
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Era da un po’ che seguivo a distanza il progetto in via di sviluppo del “Cammino degli Amaretti”. Lo osservavo silenziosa e speranzosa, perché per me non si tratta solo di un valido esempio di progetto di valorizzazione “del territorio”, in quanto progettista, ma è valorizzazione di “quel” territorio.

Qui si parla di Sassello e delle sue frazioni, ovvero anche di Palo, un paesino di quattro case nell’entroterra savonese, sui monti a mezz’ora dal mare, incastonato in un pezzo di paradiso naturale, che incrocia i sentieri dell’Alta Via e fa parte del Parco del Beigua, che è UNESCO Global Geopark

Il (nuovo!) Cammino degli Amaretti: sette giorni tra mare e monti liguri
Foto di Mirko Sotgiu

Ed è qui che nasce l’idea del nuovo Cammino degli Amaretti, lì dove io, come tante altre persone, sono stata e continuo ad essere villeggiante.

Quando i liguri d’estate si sentono invasi dai furesti che da Torino, Milano e Parma scendono in Riviera, chi può, e ne ha il privilegio, scappa nelle seconde case nell’entroterra.

Questo modello di turismo da “villeggiatura” però è in netto calo e uno dopo l’altro i piccoli hotel da una decina di camere hanno chiuso, seguiti dai ristoranti, dai negozi di alimentari, dai servizi di base come la banca e le poste. 

Questa è in due righe la storia di Palo, che conosco direttamente, ma è analoga ai tanti altri paesini attorno.

Rimangono pochi residenti e poche attività aperte, ma rimangono anche le persone eterne affezionate a quei luoghi e a quelle persone, che lì hanno passato la loro infanzia e le loro estati e guardano con occhi pieni di amore quei prati e quei boschi, quei paesaggi dolci e dai colori pastello.

Tanti sognano ad occhi aperti di invertire la tendenza, perché vedono il potenziale, e alcuni giovani o meno giovani fanno ritorno o scelgono di trasferirsi con un progetto di vita e una visione per il territorio.

È il caso di Davide Fiz, uno degli ideatori del Cammino degli Amaretti, che intervisto una mattina di febbraio, dopo averlo incrociato alcuni giorni prima a Sassello e aver fatto parte di una “spedizione” per tracciare in GPX una delle tratte del cammino.

Da progettista quale sono, all’ultimo non resisto e cedo alla mia deformazione professionale, decido così, gli ultimi minuti prima dell’intervista, di realizzare una mappa concettuale per guidare il racconto, che vi condivido qui:

Un nuovo cammino in Liguria: sette giorni tra mare e monti liguri.
Mappa concettuale struttura progetto Cammino degli Amaretti. Autrice: Martina P.

Chi siete gli ideatori, da dove viene l’ispirazione e quando nasce l’idea?

I due ideatori siamo io e Francesca Valcalda e la storia nostra e la storia del Cammino è una storia particolare.

L’estate scorsa sono arrivato a Sassello nella pausa durante il mio anno sulla Via Francigena, di cui sono stato ambasciatore. Ho conosciuto Francesca che è di Sassello, con la quale non ci eravamo mai visti nonostante fossero tanti anni che frequento Sassello, dato che vengo in villeggiatura a Palo da quando ho 9 mesi.

Ci siamo conosciuti (e poi fidanzati!) e abbiamo iniziato a parlare di quello di cui mi occupo io, della mia idea sia di trasferirmi a vivere qua, che di sviluppare un progetto per questi luoghi, dato che è da quattro anni che sono attivo nel mondo dei Cammini con Smart Walking.

Parlando della bellezza di questo territorio, condividendo questo obiettivo comune, ci è venuta insieme l’idea di sviluppare il Cammino degli Amaretti, per avviare un progetto di marketing territoriale anche per contribuire a salvare questi luoghi, che, come ben sai, come tutte le aree interne dell’Appennino soffrono di spopolamento, collegato a problematiche sociali ed economiche. 

Il (nuovo!) Cammino degli Amaretti: sette giorni tra mare e monti liguri
Davide e Francesca. Foto di Davide Fiz

Per onestà intellettuale, noi lo abbiamo ideato, ma attualmente ci siamo strutturati come Associazione di Promozione Sociale, in cui ci sono 9 fondatori, che contribuiranno alla gestione del Cammino, sono tutte persone che condividono con noi mentalità e obiettivi.

L’idea è nata nell’estate del 2025, ed è un po’ come fosse figlia di noi due, e infatti è un po’ come un parto, ci vorranno in tutto 9 mesi affinché venga alla luce, l’inaugurazione sarà il 22 maggio 2026.

L’origine del nome e del logo?

In merito al nome, la maggior parte dei cammini sono dedicati a figure religiose, non esistono cammini dedicati a prodotti artigianali del territorio, noi in linea con l’idea del marketing territoriale, abbiamo deciso di dedicarlo agli Amaretti.

Il logo lo abbiamo creato giocando un po’ sulla doppia natura del territorio che il Cammino attraversa: è infatti un cammino “mare e monti”, che parte dal mare e torna al mare, attraversando tutto l’entroterra.

Infatti la parola “amaretti” ha al suo interno la parola “mare” che viene evidenziata nel logo e la “M” è raffigurata come due cime di montagna. 

Complimenti, il nome e il logo del Cammino li trovo geniali!

Il logo è tutto merito di Francesca, che cura la grafica del progetto.

Il Cammino è ad anello, avete però immaginato un luogo preciso di inizio e fine ideale?

Come dicevo, il Cammino “parte dal mare e torna al mare”, sia perchè è una bella immagine, sia per questioni di logistica, perchè sulla costa ci sono delle stazioni del treno comode.

Noi la partenza idealmente l’abbiamo pensata da Arenzano, quindi la prima tappa è Arenzano-Varazze sul mare, poi fa il giro nell’entroterra e torna ad Arenzano.

Poi si può scegliere di partire da Varazze, andare quindi subito nell’entroterra e poi il tragitto sul mare goderselo al ritorno, quando magari a fine cammino si è più stanchi e si fa l’ultima tappa tutta di mare.

Un nuovo cammino in Liguria: sette giorni tra mare e monti liguri.
Il Cammino inizia dal mare e torna al mare. Foto di Davide Fiz

Km, tappe e livello di difficoltà, per chi è pensato?

Sono un centinaio di chilometri, noi lo proponiamo in 7 tappe, anche se poi chi è molto allenato e lo vuole fare in meno tempo, lo può anche riorganizzare in 5 o 6 tappe.

La difficoltà è data dall’Appennino: due tappe, all’andata e al ritorno, con quasi 1000 metri di dislivello ci sono.

È quindi per camminatori abbastanza allenati, è tutto salite e discese, un po’ come la Via degli Dei, in cui parti da Bologna e arrivi a Firenze attraversando tutto l’Appennino.

Non ha difficoltà tecniche, perché non ci sono passaggi difficili, ma bisogna essere allenati.

Ho visto sul percorso avete inserito anche delle varianti al Cammino, quali sono?

Abbiamo aggiunto l’anello dei Pianazzi a Moretti e l’anello della Foresta della Deiva a Sassello.

Se si volesse stare quindi un giorno in più a Moretti e Sassello ci sono queste due belle opzioni di trekking in giornata.

Come vi relazionate con gli altri cammini in zona già attivi?

Esiste in Liguria anche un altro cammino, che è il Cammino dei Santuari del Mare, che parte da Genova e torna a Genova. Per me quel cammino è tra i primi 3 in Italia tra i più belli.

Di fatto il nostro è un cammino gemello a quello, quasi speculare, ma traslato verso la provincia di Savona. Con quel cammino noi abbiamo due tappe in comune e questa è una cosa interessante perché i percorsi sono intrecciati e formano insieme un “8”, quindi volendo si potrebbe fare anche un unico grande cammino.

Siamo dell’idea che non siamo concorrenti, ma collaboriamo, ci stiamo scambiando consigli pratici e di comunicazione.

A quale pubblico vi rivolgete?

Stiamo ricevendo già tantissime richieste di informazioni, principalmente dal Nord Italia, come ci aspettavamo perchè in Italia la maggior parte dei camminatori vengono da lì.

Ci hanno chiamati da Bergamo, da Torino, da Como. Non ci aspettavamo di avere così tante attenzioni.

Noi ci rivolgiamo però a un pubblico internazionale, perché gli italiani sono attratti soprattutto dal mare della Liguria, ma secondo me tantissimi per esempio olandesi, tedeschi, sono attratti anche dall’entroterra. 

Vorremmo inoltre collaborare con le aziende locali che vendono prodotti in tutto il mondo: i benefici potrebbero essere bidirezionali, in quanto il nostro progetto esalta il territorio sul quale loro puntano per la loro comunicazione.

Questa è un po’ la sfida.

Che visione avete del territorio dell’entroterra in relazione a questo progetto?

Noi vorremmo aiutare a far rivivere soprattutto le località dell’entroterra, perché quelle costiere ovviamente funzionano.

Per esempio Sassello non ha un Destination Manager, non ha un ufficio del turismo, hanno una comunicazione debole al momento.

Sassello e dintorni vivono ancora del turismo basato sulle persone villeggianti, che però è un tipo di turismo fermo agli anni ‘80 e in calo. È necessario attivarsi e noi stiamo proponendo questo progetto di marketing territoriale.

Quali alleanze territoriali avete attive o quali vorreste attivare?

La  maggior parte del percorso del Cammino insiste sui sentieri del Parco Naturale Regionale del Beigua, che è UNESCO Global Geopark.

Stiamo cercando inoltre di intercettare poi finanziamenti pubblici e privati, locali e regionali principalmente.

A che punto siete con l’infrastrutturazione fisica e digitale del Cammino?

Le credenziali del Cammino le abbiamo già, abbiamo già luoghi che saranno dedicati all’accoglienza, la manutenzione dei sentieri non è un problema perché abbiamo creato un nuovo cammino ma non nuovi sentieri.

Camminiamo infatti sulla REL ovvero Rete Escursionistica Ligure, sui sentieri del Parco del Beigua, sull’Alta Via e i sentieri del CAI e pochissime tratte su asfalto quindi strade comunali o provinciali.

Abbiamo già la segnaletica e gli adesivi del Cammino.

Per quanto riguarda l’infrastruttura digitale invece: il sito del Cammino è in fase di realizzazione e le tracce GPX sono già create.

Quali saranno i prossimi passi?

La conclusione di tutti i lavori in corso e il lancio del Cammino, per il quale abbiamo un’idea un po’ pazza, di cui non anticipiamo nulla, ma sappiate che sarà dal 22 al 29 maggio

Il (nuovo!) Cammino degli Amaretti: sette giorni tra mare e monti liguri
Sul Cammino. Foto di Davide Fiz

Credo che il grande valore che ha questo progetto è quel mix potente di competenze, conoscenza profonda e amore per quei territori.

È inoltre importante per la sostenibilità sia del progetto che del territorio mettere a sistema tutti gli attori potenzialmente interessati alla sua valorizzazione e presentare questi luoghi con un’identità propria.

Ma Davide e Francesca e tutti i membri della neonata associazione hanno di questo una visione ben chiara.

¡Buen Camino!

Immagine di copertina:
Foto di Mirko Sotgiu


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Martina P.

Genovese di nascita e di cuore, latino-americana nell’anima e spagnola di adozione. Nel ruolo di architetto si occupa di progettazione partecipativa di processi urbani, architettonici e comunitari. Ha vissuto e lavorato tra Europa e Sud America. Le piace fotografare gente, città, città con la gente.

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