Movida di Genova, il Manifesto della Notte di Genova che Osa

Per una nuova movida

Genova che Osa lancia una proposta alla cittadinanza per far convivere virtuosamente la movida con le esigenze di chi vive e lavora in centro storico.

636 views
2 min

Sabato pomeriggio. Ti senti con qualche amicə, decidete di uscire, dovete scegliere cosa fare:

  1. Prendere un aperitivo è un terno al lotto, a meno che l’idea non sia di vedersi in un locale già alle 18.
  1. Andare a cena è al limite dell’impossibile, bisogna aver prenotato con giorni di anticipo.
  1. Vedersi dopo cena significa fare un passo negli ultimi luoghi che resistono alle chiusure – Giardini Luzzati, Piazza delle Erbe, locali di via San Bernardo e limitrofi – nella speranza di riuscire a trovare un posto a sedere, visto che da mezzanotte in poi la consumazione al tavolo è obbligatoria.

Prospettive:

Gente per strada, piuttosto poca, se non nei posti già citati. Mezzi pubblici inesistenti. Taxi, cari come il fuoco e comunque si trovano solo se non piove.

Forze dell’ordine che pattugliano il centro storico in branchi da una decina di agenti, almeno, alimentando quel senso di insicurezza e repressione che la socialità pandemica già si porta con sé a prescindere, senza il carico da dodici di un clima sociopolitico reso più teso in modo artificiale.

Facilmente incapperete almeno in una rissa, che però non si disperderà con l’intervento dellɜ dettɜ agenti. I locali anticipano sempre più la chiusura, anche per scarsità di clientela, oltre che per difficoltà organizzative e gestionali di varia natura.

Eventi culturali, nemmeno l’ombra, se non nei soliti Giardini Luzzati o La Claque (grazie al cielo ha da poco riaperto l’ex teatro Altrove, oggi Ti.Qu.)

Durante la settimana, ancora più desolazione.

Quantɜ finiscono per rinunciare a uscire per riunirsi in casa di qualche conoscente? In quanto tempo questo andazzo finirà per uccidere la vitalità del centro di Genova?

C’è un’associazione che ha deciso di provare a rispondere alle politiche della presente amministrazione che hanno contribuito a punire e deprimere il circolo della movida del centro storico, mettendo insieme un documento che riassume una serie di proposte concrete per una gestione sana e consapevole della vita notturna di concerto con il Comune: Genova che Osa, dopo aver attivato il 12 dicembre 2021 la campagna “Vivi la movida, il 5 gennaio 2022 ha distribuito il “Manifesto della Notte” (Qui il PDF).

Il consiglio è di leggerlo e diffonderlo il più possibile.

È un testo scritto per dare voce e spazio a chi vuole vivere la notte genovese tenendo insieme divertimento, intrattenimento, cultura in modo da far convivere la movida con lɜ abitanti del centro storico – annosɜ oppositorɜ della vita notturna – alla luce di buone pratiche già implementate in altre città e in altre nazioni.

Non c’è da fare altro che convincere l’amministrazione pubblica che questa è la strada giusta da intraprendere per fare contenti tuttɜ, nel restituire attenzione alle esigenze di ogni categoria e, soprattutto, nel rispetto di regole e codici di comportamento nuovi e condivisi.

Siccome non si vive di sola speranza, è altrettanto necessario attivarsi, ognuno secondo i propri mezzi e la propria disponibilità, affinché un simile progetto prenda vita. Prima che sia troppo tardi.

Immagine di copertina:
Copertina del Manifesto della Notte di Genova che Osa


Scrivi all’Autorə

Vuoi contattare l’Autorə per parlare dell’articolo?
Clicca sul pulsante qui a destra.


wall:out è un magazine online che approfondisce società, arti e scienza. È un progetto di condivisione di informazione, idee e punti di vista.

È un sisma con epicentro Genova.

Articolo Precedente

118 anni di futuro: Voltri, la Mameli e la piscina

Prossimo Articolo

Febbraio 2022: cos’è wall:out oggi

Ultimi Articoli in Small